Che cosa sono gli SWAP?

Gli SWAP sono una particolare tipologia di contratti che rientrano a pieno titolo nella categoria dei contratti derivati.

Basato su un reciproco impegno delle parti a scambiarsi, alle scadenze prestabilite e con le modalità sottoscritte nel contratto, delle somme di denaro calcolate su un capitale nozionale (mai scambiato) e ad un tasso differente per ciascuna parte.

Una parte, infatti, si impegna a versare interessi calcolati in base ad un tasso fisso, mentre l’altra parte, si impegna a versare interessi calcolati in base ad un tasso variabile: di qui lo SWAP (scambio) nella sua formulazione più semplice.

Tra questi come è noto hanno importanza gli Interest Rate Swap (IRS), cioè quei contratti derivati mediante i quali le parti si impegnano a versare e a riscuotere, a date prestabilite, importi determinati in base alla differenza tra tassi di interesse diversi, nonché il Domestic Currency Swap, ossia quel contratto derivato con il quale le parti si impegnano a versare o a riscuotere, ad una data prestabilita, un importo determinato in base alla differenza, invece, dei tassi di cambio contrattuale e di quello corrente alla data di scadenza dell’operazione.

Come è stato già indicato nel paragrafo precedente, oltre che dalle norme generali del codice civile in materia di contratto, tale materia è regolata ed una specifica disciplina normativa (D. Lgs. 24/02/1998 n. 58 “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6/02/1996, n. 52”) che gli operatori finanziari dovrebbero rispettare nella negoziazione degli strumenti finanziari derivati – in particolare degli SWAP – con i clienti.
Ma che, in realtà, sempre con riferimento specifico agli SWAP, gli operatori finanziari non rispettano.

Perché le aziende sottoscrivono SWAP?
Nate per fronteggiare le fluttuazioni dei tassi e come strumento di speculazione finanziaria, le operazioni di Interest Rate Swap, possono aver una finalità di copertura ovvero presentarsi come un’assicurazione costruita solo dopo un’attenta analisi delle situazioni finanziarie delle controparti e delle loro esigenze.

Negli ultimi anni però, in particolare in Italia, questi strumenti sono stati utilizzati in modo inadeguato dagli istituti di credito che hanno formalmente utilizzato gli Interest Rate Swap per il loro scopo istituzionale, ovvero quello di copertura contro il rialzo dei tassi di interesse, ma di fatto tali operazioni si sono poi rivelate essere di natura speculativa poiché non perfettamente calibrate sulle reali esigenze finanziarie delle aziende sottoscrittrici. La frequente conseguenza di un’operazione speculativa in strumenti derivati, notoriamente, il realizzarsi di ingenti perdite, in questo caso per le aziende che hanno sottoscritto uno Swap o un altro contratto su strumenti derivati senza la necessaria conoscenza ed esperienza in materia.

 
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